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Quei due

Quei due vivevano di scrittura e si salvavano leggendo. Profumavano di pagine di libri, di cultura. I loro baci approfondivano il verbo sapere.

Amore e arte

L’amore non si presenta mai in modo distratto, è sempre gentile e premuroso. Come l’arte si prefigge lo scopo di abbellire le nostre vite, facendoci vedere il bello anche dove ci appare solo il brutto.

I quadri sono melodie della mente, in contrapposizione con la morte, che ci vuole tutti tristi e infelici. L’amore vuole renderci ciechi, vulnerabili, oscuri, vuole che ci piazziamo di fronte ad un quadro e ne ricaviamo la bellezza, strappando gli occhi alla vita. I dipinti più famosi di Van Gogh hanno colori chiari, ad esempio il girasole, l’autoritratto e la notte stellata richiamano fantasie dolci e sensibili. Come non innamorarsene?

 

Mirror Mirror

Ed è così che la bellissima Cara ha deciso di esordire non solo come modella ( ormai conosciuta) ma anche come scrittrice. Domani ( 10 Ottobre 2017) uscirà il suo primissimo romanzo intitolato Mirror Mirror. Il libro parla della sparizione di una ragazza di nome Noemi, membro di una band chiamata appunto Mirrro Mirror. Come andrà a finire?

Cara sarà veramente in grado di stupirci?

Van Gogh e il girasole

Illustre personaggio dell’arte non moderna e nemmeno realista, Van Gogh si presenta come il fratello malatuccio di Theo, colui a cui indirizzerà più di cento lettere. Il suo ‘Girasole’ ben noto per i suoi colori accesi, rispecchia appieno l’anima del pittore, risoluto nel farci comprendere che la vita, nonostante le sue bruttezze, va vissuta appieno, proprio come il girasole che di volta in volta si gira verso la luce e si richiude di notte, rifiutandosi di mostrare la sua bellezza alla luna.

Che dire poi di un altro bellissimo dipinto intitolato Notte stellata? L’azzurrino dei pensieri si intravede come quasi fosse dell’acqua che scorre dal cielo, come un cuore pulsante che vibra. Theo accoglie la subdola richiesta del fratello di essere indipendente e autonomo, triste, deluso dalla vita e quasi emaciato.

Il giorno in cui deciderà di tagliarsi l’orecchio, preso da un raptus isterico, avrà perso il conto dei giorni, in totale pazzia e disarmonia con il creato.

Van Gogh ci mostra la bellezza della vita senza spogliarsi mai dei suoi limiti e delle sue caratteristiche quasi perverse, solitarie e minute, ma sempre ridondanti e celestiali, come un angelo maledetto.

Un fiore malato, ecco che cos’è, ed impara ogni giorno a cavarsela da solo, tra le tempere e i colori ad olio. Un paesaggio dell’anima che fa’ quasi fatica a vedere perfino da vicino, proprio lui che vede con gli occhi del’artista e non con quelli dell’uomo.

Una farfalla che ha perso le ali, un ricordo smembrato. Theo non può aiutarlo economicamente, gli da’ giusto qualcosina e un supporto morale, ma sarà un fratello buono e accondiscendente. Le lettere sono intrise di strazio e lacrime amare. Un poeta che non sapeva nemmeno di esistere.

Così ci lasciò per sempre, solo fra le sue tele, il maestro dalla vita corta.

Arte e illusione

L’arte ci porta in contrade lontane, l’illusione del paesaggio vicino ci guarda bene e ci porta per mano, ci accompagna verso l’universo felice e fatato.

Agonia è il nome che diamo agli incubi peggiori, e l’arte ( come propone Goya) potrebbe trasformarci in un velcro pieno di cavalli bianchi che ci guardano mentre i mostri della ragione generati dal sonno ci osservano con occhi spiritati.

Il realismo di Courbet nei mangiatori di patate vede il suo declino nelle ninfee di Monet o nel Guernica di Picasso, sempre attento ai particolari cubici e moderni.

Angelica

Angelica corre per la strada, non ha una meta. Ha un diario su cui scrive e annota i suoi pensieri più perversi. Vorrebbe fare la prostituta, vivere d’eros, amore malato.
Angelica è muta perché il sole gli ha strappato via la faccia, ha una malattia rara, non può uscire di giorno.
il colorito della sua pelle è bianco come la luna, vuole solo essere felice e semplice.
Angelica è triste e sola, non ha un uomo che le faccia compagnia.
Angelica è così minuta nella sua triste pazzia!
il suo cuore annichilito dalla passione vive di costanti addii, di delusioni mancate.
Il mondo le fa schifo, vorrebbe un posto più pulito, un cuore ossigenato.
Il diario in cui scrive le cazzate è sempre aperto, la chiave l’ha gettata nel fiume.
Angelica non ha un nome vero.
Lei è spezzata dentro, come un’alta marea.
Il desiderio di vendetta è forte, lei vuole morire.
Angelica ha fame d’abbracci, di carezze mai avute.
Angelica vuole il desiderio sulla sua pelle, lo strazio divino.
Lei vuole morire dentro.
Ha un’impresa assieme a suo padre, contribuisce suo fratello e sua mamma.
La vita non le ha dato nulla, solo dispetti e maldicenze.
Angelica vuota, Angelica svuotata.
Si strappa la pelle a morsi, è un’altra vittima del sistema solare.
Il corpo glabro cade a terra, il diario è ricoperto di sangue.
Angelica non vuole vivere.
Angelica pensa solo a sé. Non posso dichiarare che lei sia forte, ma ha una vitalità incredibile.
La luna si specchia nei suoi riflessi, è sempre pulita e mai contenta.
Angelica è sua.

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